Malgrado i molti e noti problemi conseguenza del terribile 2020 -e del non meno preoccupante anno in corso-, analisti e istituzioni ammettono l’esistenza di chiari segni di ripresa delle attività produttive e del mercato.
L’economia e il PIL crescono in misure inimmaginabile poco tempo fa e le imprese mostrano vivacità e desiderio di rimettersi in gioco, complici in molti casi, notevoli liquidità a loro disposizione.
Crescite e positività che ancora non toccano tutto il sistema Paese, alla luce, per esempio, di una tuttora lenta ripresa dell’azione pubblica, con un’Amministrazione che attende il rientro negli uffici di tutto il suo personale.
Chiaramente, al centro del gioco c’è ancora l’importante partita dei vaccini e quella delle loro certificazioni. I discorsi sui Green Pass sono oggi sulla bocca di tutti, di chi li ha conseguiti e di chi ancora non ne è in possesso.
La certificazione rappresenta per legge il viatico per la prestazione dell’attività di lavoro e per il conseguimento dello stipendio, divenendo a pieno titolo protagonista delle relazioni lavorative nell’autunno in corso.
In questo frangente, vigilanza e controlli di lavoro -se eseguiti in modo bilanciato- possono diventare un importante fattore di equilibrio socio-economico, chiamati come sono a verificare sul territorio l’effettività delle misure assunte e a essere elemento dinamico -congiuntamente all’attività di altri rami del settore pubblico- del duraturo rilancio dell’economia.

