Nel corso del 2022 è cresciuto il numero delle agevolazioni a disposizione dei datori di lavoro, volte all’assunzione di nuovo personale presso le imprese.
Gli obiettivi sono evidenti e gli scopi lodevoli.
Bonus occupazione giovani, bonus assunzioni reddito di cittadinanza, bonus assunzioni donne, bonus giovani genitori, incentivo per la sostituzione di lavoratori in congedo, bonus assunzioni per lavoratori di aziende in crisi, bonus assunzione lavoratori in CIGS, bonus assunzione cooperative neocostituite, bonus rioccupazione, incentivo studenti under 30, decontribuzione sud, eccetera eccetera.
Si tratta di almeno una ventina di fattispecie che intendono rilanciare l’occupazione, di norma sgravando l’azienda, quantomeno in parte, dei costi in termini contributivi del personale neo-assunto. Di questi tempi un bel viatico indubbiamente.
Ma come spesso ha aiutato a considerare la nostra rivista, occorre porre attenzione al risvolto della medaglia. Perché un risvolto c’è quasi sempre.
In questo caso, come molti sanno, esso potrebbe consistere in posteriori richieste di versamenti che, anche a distanza di tempo, è possibile che vengano quantificate dagli Istituti.
I motivi possono essere diversi, ma in linea di massima risiedono in una ritenuta (ex post) mancanza di regolarità contributiva dei datori di lavoro.
Il consiglio è quello di vigilare sempre, per mantenere -whatever it takes- le condizioni della regolarità aziendale.

