Non mancano mai le novità nel costante confronto tra aziende e amministrazioni su ciò che è “regolare” e ciò che non lo è.
L’ultima frontiera è il D.P.A..
Il progetto telematico INPS, avviato dal 9 luglio di quest’anno, segna una svolta –positiva per le aziende, si direbbe- nel porre un argine ai sempre più frequenti contenziosi con gli Istituti in materia di esoneri e di agevolazioni. Tale è la crescente rilevanza di tali scontri, di cui anche in questo numero di Verifiche e Lavoro se ne è dovuto parlare.
La presumibile bontà del nuovo meccanismo di controllo preventivo –dato che D.P.A. sta appunto per Dichiarazione Preventiva di Agevolazione– risiede nel fatto che il desiderio di fruire esoneri e agevolazioni da parte dei datori di lavoro, finalmente, dovrebbe perdere gli inquietanti connotati di “salto nel buio”.
Un “salto” che, magari solo dopo anni, d’ufficio o ad opera di qualche attento ispettore, può far sì che lo sgravio –pure goduto con tanto piacere al tempo- diventi materia di recupero con sanzioni e maggiorazioni.
Le incertezze interpretative che affaticano gli operatori sono molte.
Un documento che attesti preventivamente la regolarità del godimento dei benefici, non dovrebbe fare male.
Ma se ne parlerà ancora.

