V@L Gennaio – Marzo 2022

Verifiche e Lavoro gennaio marzo 2022

La nota del direttore

L’esercizio dei poteri concessi dall’ordinamento all’ispezione del lavoro, si sta, non solo rafforzando, ma anche centralizzando.
Nella logica delle azioni virtuose a cui sono condizionati gli ingenti aiuti dell’Unione Europea al nostro Paese, la lotta alle evasioni e a riaffermare la legalità nelle attività produttive sospinge naturalmente verso un’unica cabina di regia nazionale. Che non può evidentemente che essere quella statale e, per emanazione, parastatale. Tanto accade con l’agenzia di vigilanza, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Può allora non sorprendere che sembrino superarsi alcuni -almeno fino a oggi- indiscussi limiti caratterizzanti la materia della “tutela e sicurezza del lavoro”. Per cui, secondo la lettera della nostra Costituzione, sussisterebbe legislazione concorrente tra Stato e Regioni, con queste ultime chiamate espressamente alla “potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”.
Ma se per la salute e sicurezza sul lavoro, dopo la normativa, di principio e di dettaglio, concessa allo Stato, vengono conferite agli organi ispettivi nazionali le medesime competenze dei funzionari delle Aziende sanitarie, è palese che ci si trova al cospetto di un’evoluzione dell’organizzazione delle forze e delle dinamiche dei controlli.
Scelte. Che si aggiungono a quelle di garantire agli ispettori strumenti di reazione più penetranti che in passato, in ogni ambito e settore.